I grandi progetti di infrastrutture pubbliche raramente offrono il lusso di un cantiere libero da vincoli. Vengono realizzati in aree urbane dense, scanditi in fasi che devono convivere con traffico in esercizio, e plasmati da rigidi requisiti di sicurezza e prestazioni. Nelle zone sismiche, queste sfide risultano ancora più evidenti.
Nel quartiere Pigneto di Roma, in Italia, un importante progetto di interscambio ferroviario e metropolitano mostra in modo molto concreto come le esigenze sismiche, la pianificazione delle fasi costruttive e i requisiti di certificazione si traducano in decisioni ingegneristiche quotidiane in cantiere.
Un nodo strategico con vincoli chiari
Il progetto Pigneto è un’iniziativa infrastrutturale strategica mirata a migliorare la connettività dei trasporti a Roma. Con un valore di 131 milioni di euro e finanziato in parte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, collegherà due linee ferroviarie regionali con una linea metropolitana.
La sfida tecnica non riguarda solo la scala del progetto, ma la sua ubicazione e la sua sequenza costruttiva. Il traffico ferroviario deve essere mantenuto mentre le fondazioni vengono demolite, ricostruite e ampliate in diverse fasi. Allo stesso tempo, la struttura deve soddisfare completamente i requisiti sismici fin dalla prima fase di costruzione.
“Questo è un progetto infrastrutturale molto impegnativo dal punto di vista tecnico,” afferma Lorenzo Bianco, Managing Director di Peikko Italia. “Ci sono requisiti di sicurezza rigorosi e carichi sismici, con implicazioni a lungo termine per l’area urbana circostante.”
Perché le fasi costruttive contano dal punto di vista strutturale
Le fondazioni del progetto Pigneto vengono realizzate in fasi chiaramente definite. Nella prima fase, vengono gettate parti delle solette di fondazione mentre le operazioni ferroviarie proseguono nelle aree adiacenti. Nelle fasi successive, la costruzione riprende sugli stessi elementi strutturali una volta che il traffico è stato deviato.
Per rendere possibile questo processo, è necessario garantire la continuità delle armature attraverso i giunti di costruzione. È qui che entrano in gioco i giunti di armatura MODIX® di Peikko.
“Posano l’armatura in due fasi,” spiega Bianco. “La parte femmina viene installata nella prima fase. Quando inizia la seconda, l’armatura viene collegata utilizzando la parte maschio. Dal punto di vista strutturale, si comporta come una barra continua, anche se la costruzione è stata interrotta.”
In un contesto sismico, questi collegamenti non sono dettagli secondari. Fanno parte del percorso principale dei carichi e devono garantire prestazioni affidabili sotto carichi ciclici.

La certificazione come condizione abilitante
Per i progetti infrastrutturali pubblici in Italia, l’approvazione tecnica è un passaggio obbligato. I prodotti devono dimostrare prestazioni sismiche e a fatica utilizzando la classe d’acciaio nazionale per le barre d’armatura, prima di poter essere utilizzati.
“Per i progetti ferroviari, è essenziale dimostrare che la soluzione proposta è stata validata per carichi sismici,” afferma Bianco. “Altrimenti, è molto difficile persino iniziare il confronto tecnico.”
Nel progetto Pigneto, questo requisito ha influenzato direttamente la scelta del metodo di connessione.
“Questo progetto è stato possibile perché i manicotti MODIX® per barre d’armatura sono certificati per prestazioni sismiche e a fatica con barre ad aderenza migliorata B450C,” nota Bianco.
Dai disegni al cantiere operativo
Una volta avviati i lavori, i requisiti di certificazione si sono rapidamente tradotti in necessità operative. Il cantiere impiega circa 130 operai al giorno, e ritardi o interruzioni della fornitura avrebbero un impatto immediato sul progresso dei lavori.
Le barre con i manicotti MODIX® sono stati prodotti localmente in Italia da un partner certificato. In quattro mesi sono state utilizzate oltre 36.500 boccole su un totale previsto di 50.000.
“La produzione locale è stata importante,” afferma Bianco. “Ci ha permesso di soddisfare la classe d’acciaio richiesta e reagire rapidamente quando sono stati necessari aggiustamenti in fase di esecuzione.”
Affidabilità sotto sollecitazione sismica
Sebbene il principio dei giunti di armatura sia semplice, il loro ruolo al Pigneto è fondamentale. Una volta inglobati nelle fondazioni, diventano elementi permanenti del sistema resistente ai carichi sismici.
“Nei progetti infrastrutturali strategici come questo, l’affidabilità è tutto,” spiega Bianco. “Servono soluzioni che si comportino in modo prevedibile, non solo nei calcoli ma anche nelle condizioni reali di cantiere.”
Questa prevedibilità è sempre più richiesta da progettisti e autorità. Le prestazioni sismiche non sono più valutate solo tramite modelli, ma attraverso comportamenti documentati, certificazioni e progetti di riferimento.

La progettazione sismica come motore pratico
L’interscambio del Pigneto è ancora in costruzione, ma è già diventato un punto di riferimento. Secondo Bianco, è stato il primo progetto ferroviario in Italia ad applicare questo approccio su tale scala, e progetti infrastrutturali simili stanno già seguendo la stessa direzione.
Il progetto rappresenta un perfetto esempio di come una progettazione sismica affrontata in modo precoce e concreto permetta di realizzare infrastrutture complesse in modo sicuro ed efficiente anche in condizioni urbane sfidanti. Al Pigneto, i requisiti sismici hanno influenzato la sequenza costruttiva, la definizione dei dettagli dei collegamenti e l’intero processo autorizzativo fin dalle prime fasi.
Molto prima che il primo treno si fermi nel nuovo nodo di interscambio, le prestazioni sismiche sono già state integrate nella struttura.

